Nella lunga luce di un agosto umbro, Assisi sembra trattenere il respiro. Il caldo si ammorbidisce verso sera, i pellegrini si diradano dalle piazze e la pietra rosata del borgo assume il colore di un’albicocca matura. Dalle mura sopra la Basilica di San Francesco l’intera vallata si apre in basso—terrazze di ulivi, campi di grano fatti d’oro, la foschia lontana di Perugia—e il suono che sale non è il traffico ma le campane e, in certe notti, il battito basso di un tamburo medievale. Questa è Assisi nella sua stagione culturale, e nel 2026 quella stagione porta un peso che non sentiva da otto secoli.
L’anno che Assisi attendeva da ottocento anni
Il 2026 segna l’800° anniversario del Transito di San Francesco, morto la sera del 3 ottobre 1226 alla Porziuncola, la piccola cappella nella piana sotto il borgo. Per celebrarlo, la Chiesa ha proclamato un Giubileo di San Francesco, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027—dodici mesi interi nei quali Assisi diventa, più che mai, una destinazione dello spirito oltre che dello sguardo.
Le commemorazioni sono di rara ricchezza. All’inizio dell’anno, le spoglie mortali di Francesco sono state esposte al pubblico per un periodo prolungato, come non accadeva a memoria d’uomo. Il programma più ampio, raccolto sotto il segno dell’ottavo centenario francescano, intreccia mostre, concerti, incontri di studio e cerimonie liturgiche lungo tutto il calendario, dalla primavera fino al solenne Transito del 3 ottobre. Per il viaggiatore che cerca più di una fotografia, è un momento raro: l’occasione di vedere un luogo vivere un anniversario che appartiene, in un certo senso, all’Europa intera.
Ciò che rende Assisi straordinaria è che nulla di tutto questo sembra costruito. Il centenario si sovrappone a un borgo che custodisce i propri ritmi da secoli—e in nessun luogo questa continuità è più evidente che negli eventi della piena estate.
Agosto: musica medievale, luce di candele e balestra
Il cuore culturale dell’estate assisana batte più forte in agosto. All’inizio del mese, DeMusicAssisi riempie il borgo del suono del Medioevo: giunto alla terza edizione, il festival mette in scena oltre venticinque concerti gratuiti di musica antica e medievale in chiostri, cripte e chiese illuminate dalle candele, sotto il titolo quanto mai appropriato di Gloriosus Franciscus. Ascoltare un consort di viole in una navata romanica, con la notte d’estate che preme alle porte, significa comprendere qualcosa di questo luogo che nessuna guida sa restituire.
Pochi giorni dopo, l’11 e il 12 agosto, il borgo si volge a Santa Chiara, la nobildonna che seguì Francesco e fondò le Clarisse. La sua festa è tra le più sentite dell’anno assisano e richiama la comunità alla Basilica di Santa Chiara, rosata e bianca, per processioni e liturgie serali che hanno l’intimità di una riunione di famiglia più che di uno spettacolo.
Poi, alla fine del mese, arriva il Palio di San Rufino, quest’anno dal 27 al 30 agosto. È una delle grandi rievocazioni storiche dell’Umbria: una gara di balestra tra i tre terzieri medievali—San Francesco, San Rufino e Santa Maria—i cui balestrieri mirano a un bersaglio a trentasei metri di distanza mentre l’intero borgo osserva. I balestrieri erano già documentati ad Assisi nel 1112, e la competizione è attestata dal Duecento. Attorno alla gara si dispiega un corteo storico in costume d’epoca, gli spettacoli della Compagnia dei Balestrieri e un mercato che per qualche giorno restituisce le strade al Medioevo. Il terziere vincitore si aggiudica il Palio stesso—un drappo dipinto—mentre il miglior tiratore conquista l’ambita Balestrina d’Argento.
Vivere la stagione da viaggiatore di gusto
Con tutte le sue ricchezze, un’estate ad Assisi premia chi sa rallentare. Il borgo è piccolo e ripido, e i suoi momenti più belli arrivano lontano dall’asse principale: una colazione presto su una terrazza prima che i pullman salgano la collina, una passeggiata all’Eremo delle Carceri nei boschi del Monte Subasio, una tavola trovata per istinto più che per prenotazione, dove la cucina umbra—cinghiale, tartufo nero, strangozzi tagliati a mano, i rossi profondi di Montefalco—sa ancora di terra. Le folle del centenario si raccolgono attorno alla grande Basilica; il piacere sta nel sapere quando allontanarsene.
È esattamente lo spirito che anima Via San Francesco Assisi, l’albergo diffuso quattro stelle superior che stiamo creando in due edifici storici nel cuore del centro antico. Uno di essi, The View, guarda direttamente la Basilica di San Francesco, con la sua terrazza panoramica affacciata sulla stessa vallata che commuove i viaggiatori da ottocento anni; l’altro, The Convent, è un ex convento del XIV secolo di cui stiamo restaurando con cura gli affreschi medievali. La nostra convinzione è che il lusso più profondo che Assisi possa offrire non sia la distanza dal borgo, ma la vicinanza a esso—un punto di osservazione privato e senza fretta da cui entrare nella sua musica, nelle sue feste e nel suo silenzio.
Il centenario passerà, ma la stagione tornerà: ogni agosto risuoneranno i tamburi, voleranno le frecce delle balestre e la musica medievale si diffonderà dalle cripte nel buio tiepido. Assisi è da sempre un luogo che ripaga la pazienza.
Documentiamo ogni passo del restauro e ogni scoperta lungo il cammino, mentre ci prepariamo ad aprire. Se ami il lusso autentico, l’Umbria e un borgo che ha passato otto secoli a perfezionare l’arte dell’accoglienza, segui il viaggio di Via San Francesco Assisi e iscriviti per essere tra i primi a sapere quando apriremo le nostre porte.