A metà settembre la luce su Assisi cambia. Il bagliore bianco di agosto si addolcisce in qualcosa di più basso e più caldo, e la pietra calcarea del Monte Subasio — la stessa che ha costruito la città — assume nel tardo pomeriggio il colore del miele chiaro. I pullman turistici si diradano. La Piazza del Comune, con la Torre del Popolo che la sovrasta come una sentinella, torna ad appartenere a chi qui ci vive e a quei pochi viaggiatori che hanno capito che l’autunno è l’ora più bella di Assisi. Nel 2026 quell’autunno porta con sé un peso che nessun altro anno può eguagliare: sono passati ottocento anni da quando Francesco morì alla Porziuncola, la sera del 3 ottobre 1226, e la città che non lo ha mai lasciato passerà la stagione a ricordarlo.

Settembre: si aprono i chiostri, e si apre il dialogo

Il primo grande appuntamento della stagione è Il Cortile di Francesco, giunto alla dodicesima edizione e ospitato quest’anno in due lunghi fine settimana — dal 10 al 13 e dal 17 al 20 settembre. Promosso dai frati del Sacro Convento, non è un festival religioso nel senso convenzionale del termine. È una conversazione pubblica, allestita nei chiostri e nei giardini accanto alla Basilica, in cui teologi siedono accanto a scienziati, romanzieri, economisti e giornalisti. Il tema del 2026, Una bella notizia, ruota attorno al valore della vita: una domanda quanto mai appropriata nell’anno del centenario.

Il programma premia il viaggiatore che sa organizzarsi. La sera del 10 settembre il Chiostro dei Morti ospita la proiezione di Frate Sole, film muto del 1918 sulla vita di Francesco, accompagnato dal vivo al pianoforte da Mario Mariani — il genere di evento che a Milano riempirebbe una sala da concerto e che qui si guarda sotto il cielo aperto, in un cortile più antico del film di sei secoli. Dal 18 al 20 settembre la Piazza Inferiore di San Francesco viene affidata agli infioratori di Spello, che per tre giorni compongono un tappeto di petali dedicato al santo: viene svelato a mezzogiorno di domenica 20 e scompare nel giro di poche ore. Il festival si chiude quella stessa sera con Sia Laudato San Francesco, serata di devozione popolare e musica liturgica ai piedi della Basilica.

Altre due date di settembre meritano un posto in agenda. Birba chi legge, la festa delle storie per bambini e ragazzi, si tiene dal 17 al 20 settembre con letture itineranti nel centro storico. E il 24 e 25 settembre Assisi ospita il World Tourism Event, il salone internazionale dedicato ai siti Patrimonio Mondiale UNESCO — a ingresso gratuito, sorprendentemente ricco, e un promemoria del fatto che questa città di circa 28.000 abitanti è uno dei pochi luoghi al mondo il cui intero centro storico è iscritto nella lista del Patrimonio dell’Umanità.

Ottobre: il Transito, e un Giubileo che accade una volta sola

La sera del 3 ottobre le chiese francescane di tutto il mondo celebrano il Transito, la veglia che ricorda il passaggio di Francesco dalla morte alla vita eterna. Ad Assisi lo si celebra dove è accaduto: alla Porziuncola, la piccola cappella che Francesco ricostruì con le proprie mani e che oggi si trova, in modo tanto improbabile quanto commovente, all’interno della vastissima Basilica di Santa Maria degli Angeli, nella piana sotto la città. In un anno qualunque il Transito richiama pellegrini. Nel 2026, l’ottocentesimo, è il fulcro di un Giubileo di San Francesco proclamato da Papa Leone XIV, che si estende dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 sotto il motto San Francesco vive.

Quel Giubileo ha già prodotto un momento autenticamente storico: tra il 22 febbraio e il 22 marzo di quest’anno le spoglie mortali del santo sono state portate su dalla cripta ed esposte ai piedi dell’altare papale nella Basilica Inferiore per un mese intero — la prima ostensione pubblica prolungata dell’epoca moderna. Chi non c’era non dia però per esaurito l’anno. Il calendario autunnale attorno al 4 ottobre, festa di Francesco e giorno nazionale del patrono d’Italia, è il più fitto dell’intero centenario, e la città si sta preparando di conseguenza.

Una nota pratica: trovare alloggio nel centro storico per la prima settimana di ottobre è difficile in un anno normale. In questo è questione di prenotare con molti mesi di anticipo, e di sapere su quale lato della città si desidera svegliarsi.

Tardo autunno: la raccolta delle olive e l’Umbria più generosa

Poi la folla se ne va, e resta l’Assisi che preferiamo. Dal 17 ottobre al 15 novembre Frantoi Aperti — alla ventinovesima edizione — apre i frantoi in attività dell’Umbria per cinque fine settimana consecutivi. Non è una fiera gastronomica. È la vera raccolta della regione, e il visitatore vi è invitato dentro: nei frantoi mentre le presse lavorano, lungo le strade dell’olio tra i borghi fortificati, a tavole dove l’olio nuovo, ancora verde e abbastanza piccante da farsi sentire in fondo alla gola, viene versato su un pane cotto senza sale proprio per non competere con lui.

L’edizione 2026 è stata intrecciata deliberatamente al centenario, con gli itinerari EVO&Art Experience che collegano le sottozone della DOP Umbria ai luoghi francescani, all’arte e alla biodiversità del paesaggio olivicolo. La collina sotto Assisi — quella fascia di uliveti grigio-argento che la regione ha tutelato come paesaggio a sé stante — è dove molto di tutto questo accade, a pochi passi dalle mura.

Dove la stagione incontra il nostro progetto

Tutto ciò che abbiamo descritto accade nel raggio di poche centinaia di metri da due edifici che stiamo restaurando in Via San Francesco, la strada che scende dalla Piazza del Comune fino alla Basilica: il percorso che ogni pellegrino, ogni visitatore e ogni processione hanno seguito per otto secoli. L’edificio 48, “The View”, guarda direttamente la Basilica: dalla sua terrazza panoramica l’infiorata della Piazza Inferiore e le processioni serali dei primi di ottobre non sono qualcosa che si va a cercare, ma qualcosa che si apre davanti agli occhi. L’edificio 19, “The Convent”, ex casa religiosa del XIV secolo i cui affreschi medievali stanno riemergendo da sotto gli intonaci successivi mentre i nostri restauratori lavorano, si trova poco più su, sulla stessa via.

Il nostro hotel diffuso quattro stelle superior aprirà nel 2028 — troppo tardi per questo centenario, e siamo i primi a dirlo. Ma il calendario appena descritto è esattamente l’argomento a favore del modo in cui lo stiamo costruendo. Una stagione come questa non si vive da un pullman alle undici del mattino. Si vive restando dentro le mura, uscendo dopo cena quando la Basilica è illuminata e la strada è vuota, ed essendo abbastanza vicini alla Porziuncola, ai chiostri e agli uliveti perché nulla di tutto ciò richieda una logistica. È a questo che serve un hotel diffuso ad Assisi: non un complesso con vista sulla città, ma camere dentro la città stessa.

Seguite il restauro

Stiamo documentando questo progetto settimana dopo settimana: le scoperte dietro l’intonaco, gli artigiani, le discussioni su una singola finestra, e l’Assisi che avvolge tutto questo. Se state pianificando un viaggio in Umbria per questo autunno, o semplicemente volete vedere due edifici storici tornare alla vita, seguite il diario di cantiere e iscrivetevi agli aggiornamenti. Saremo qui molto prima del 2028, e ci farebbe piacere che arrivaste già conoscendo questa strada.

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