Si esce da Porta Nuova alla fine di ottobre e l’aria sa di olive frante e di fumo di legna. Sotto le mura, le terrazze che risalgono il Monte Subasio sono animate dai raccoglitori, con le reti stese sotto gli alberi verde argento e le scale appoggiate a rami curati da secoli. È la stagione tranquilla di Assisi e, per il viaggiatore esigente, forse la più appagante: il momento in cui il paesaggio e la tavola dell’Umbria parlano con una sola voce.
La fascia olivata sotto il Subasio
Assisi si trova nel cuore di quella che l’ente per il turismo dell’Umbria chiama la fascia olivata, la striscia di colline che da Assisi attraversa Spello, Foligno e Trevi fino a Spoleto. Qui gli ulivi crescono su terrazzamenti a secco, su pendii scaldati dal sole e riparati dalla massa del Subasio alle spalle. La pietra rosata e bianca della montagna è la stessa che ha costruito la città, ed è per questo che mura, uliveti e case sembrano un’unica composizione e non elementi separati.
L’olio che nasce da questi uliveti è piccante, verde e intensamente profumato, con le note amare e pungenti tanto apprezzate dagli intenditori. Franto poche ore dopo la raccolta, nelle settimane della vendemmia delle olive, è il vero sapore della stagione umbra. Una fetta di pane abbrustolito, qualche goccia di olio nuovo e un pizzico di sale sono, per molti italiani, il piatto più bello dell’anno.
Un’idea francescana di abbondanza
Non è un caso che il paesaggio di Assisi abbia plasmato il pensiero del suo figlio più celebre. Francesco scrisse il Cantico delle creature all’inizio del Duecento, lodando frate sole, sora acqua e madre terra, e le colline che guardava ogni giorno erano già disegnate da vigne, ulivi e grano. La tradizione francescana ha fatto della semplicità una virtù, e la cucina della regione ne conserva lo spirito: pochi ingredienti, scelti con grande cura e trattati con rispetto.
È questo il lusso silenzioso della gastronomia umbra. La torta al testo, la focaccia cotta su pietra rovente e farcita di verdure o di carne di maiale, è cibo umile. Lo sono anche le lenticchie della vicina Castelluccio, i tartufi neri della Valnerina, le zuppe di farro e il ragù di cinghiale. Eppure, serviti a una tavola ben apparecchiata, con un Sagrantino locale o un Grechetto fresco della valle, diventano qualcosa che il viaggiatore ricorda per anni. In una città medievale dove il pasto raramente ha fretta, il piacere sta nel poco che serve aggiungere.
Percorrete i vicoli dietro la Basilica di San Francesco e ritroverete la stessa filosofia nella muratura: la pietra del Subasio, posata da maestri che sapevano che bellezza e sobrietà vanno insieme. Le case antiche, le cantine a volta un tempo destinate a olio e vino, le logge che catturano il sole del tardo pomeriggio appartengono tutte alla stessa storia di un luogo che sa ricavare molto da cose modeste.
Che cosa significa per Via San Francesco Assisi
È questa la sensibilità che vogliamo portare nel nostro hotel di lusso ad Assisi. Il nostro progetto, un hotel diffuso distribuito su due edifici storici, nasce dall’idea che l’ospite non soggiorni accanto alla città ma dentro di essa: svegliarsi al suono delle campane, entrare in vicoli che non cambiano da settecento anni, sedersi a una tavola dove olio, pane e vino arrivano dalle colline che si vedono dalla finestra.
All’Edificio 48, The View, la terrazza si affaccia sulla Basilica di San Francesco attraverso la valle. All’Edificio 19, The Convent, un chiostro trecentesco di affreschi e pietra diventerà un luogo di riposo. Entrambi saranno restaurati con pietra locale, calce e sapienza artigiana, ed entrambi accoglieranno gli ospiti con la generosità schietta che l’Umbria sa offrire meglio. Non stiamo costruendo un hotel che imita Assisi: stiamo restaurando un hotel che le appartiene. Per chi cerca un boutique hotel in Umbria radicato nel luogo e non nell’ornamento, è proprio questo il punto.
Se la stagione del raccolto ha risvegliato qualcosa in voi, il momento migliore per pianificare è adesso. Seguite il nostro diario ogni lunedì per scoprire storie dal cantiere, dalla città e dalle colline che la circondano, e iscrivetevi per essere tra i primi a sapere quando apriremo le porte, nel 2028.